Benvenuti. Questo sito è nato per presentare il mio lavoro: favorire lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni in modo che si crei benessere per ben lavorare. Non è solo uno slogan: è un obiettivo.
Impariamo a coltivare i rapporti, a interrogarci su come stiamo e cosa potremmo fare per stare meglio.
L’organizzazione del lavoro dovrebbe servire per orientare le persone, per migliorarne l’efficacia, per accogliere idee nuove. In poche parole: per creare benessere e per ben lavorare. Come consulente e formatrice, questo è da sempre il mio obiettivo e il mio impegno.
Ho messo a punto l’approccio formativo e consulenziale “Benessere per ben lavorare”. É il frutto di anni di lavoro ed esperienza: un modello che vede coinvolte le componenti datoriali e sindacali e tutti i livelli aziendali secondo una metodologia inclusiva, flessibile e molto concreta, che riesce ad adattarsi ai diversi contesti e a favorire realmente la partecipazione, il senso di responsabilità individuale, il senso di appartenenza collettiva all’azienda.
Durante il quadriennio 2018-2021 abbiamo deciso di affidare alla Dr.ssa Venturi l’importante incarico di supportare il processo di nascita di Alfasigma, quale risultante dalla fusione di tre legacies (Alfa Wassermann, Sigma Tau e Biofutura) con una loro storia e un insieme di culture eterogenee.
Come si può comprendere i temi della formazione si sono intrecciati quindi con un cambiamento culturale e di valori rilevante, conseguente alla necessità di far convergere su 5 comportamenti, ben identificati nel nostro nuovo Leadership model, tutti i collaboratori della nuova Alfasigma.
Isabella ha interpretato il ruolo atteso con grande acume e sensibilità umana e professionale, consentendoci di focalizzare interventi formativi e motivazionali su diverse aree strategiche aziendali (produzione, AFC, Ricerca e sviluppo), tenendo sempre presente l’importanza del coinvolgimento dei singoli lavoratori interessati al suo programma di formazione
La collaborazione, tuttora attiva, con la Dr.ssa Venturi, ci proietta verso il 2022, con un programma da attivare sulla ns Business Unit Italia, che sarà verosimilmente realizzato a partire dalla prossima primavera.
In sintesi possiamo senza dubbio riconoscere ad Isabella una grande professionalità, sensibilità e competenza, unite ad una straordinaria capacità di comprensione del contesto nell’ambito del quale i suoi interventi formativi si inseriscono.
Bologna, 13/11/2021
Ho incontrato Isabella Venturi in tre occasioni formative: la prima volta si era trattato di un progetto pilota del Ministero della Giustizia, che lei aveva concepito e personalmente condotto.
Ne ero uscita migliorata ed è stato per tale ragione che, a distanza di anni, l’ho cercata: serviva un giusto imprinting alle nuove leve che accedevano alla Pubblica Amministrazione perché non volevo si disperdesse la preparazione e il contagioso entusiasmo dei neoassunti.
Ciò che ho trovato geniale nel progetto ideato e realizzato dalla dott. ssa Venturi è stata la pragmaticità, l’originalità e la tensione al raggiungimento dell’obiettivo, ben riassunto nel titolo di entrambi i percorsi: “Sviluppare qualità della comunicazione al lavoro”, destinati l’uno alle figure apicali e l’altro agli impiegati di concetto. Durante il tragitto, svoltosi tra febbraio e giugno 2025, i due percorsi si sono intersecati cronologicamente e logicamente, consentendo, a tappe, scambi e feedback che hanno modificato nei partecipanti, la percezione dell’ambiente di lavoro.
In un contesto, quale quello della Pubblica Amministrazione, nel quale gli incentivi estrinsechi a “fare bene” e l’engagement sono chimere, ho visto individui cercare la “squadra”; collaboratori, accrescere il senso di appartenenza, diventando proattivi e figure di riferimento per i propri superiori. Ho visto figure direttive più consapevoli del proprio ruolo e – finalmente consci del valore dei propri collaboratori – fare squadra all’interno della loro cellula e con le altre cellule organizzative.
Probabilmente intravedo l’orgoglio di essere parte di questo Ministero…
Sumitomo Chemical Italia è una società di Sumitomo Chemical Japan e in Italia rappresenta la 5° società nel ranking del settore agrochimico.
Nel 2014, in accordo con le rappresentanze sindacali, abbiamo sentito l’esigenza di iniziare un percorso con il supporto di una consulente esterna per migliorare la comunicazione interna tra i vari reparti e tra i loro rappresentanti e l’Alta Direzione.
La persona individuata per aiutarci in questo percorso che si è concluso nell’arco di 2 anni è stata la Dott.ssa Isabella Venturi. Durante il periodo e a posteriori devo dire che ho apprezzato moltissimo la professionalità, la capacità di interagire con le persone e soprattutto il contenuto del progetto ed risultato ottenuto.
All’epoca ero Amministratore Delegato della Sumitomo Chemical Italia e, pur avendo già un grande seguito da parte del team, questa iniziativa mi ha permesso di ottenere ancora maggiore coinvolgimento da parte di ogni livello dell’organizzazione per raggiungere traguardi comuni. E’ stato un vero successo!!! Grazie Dott.ssa Venturi.
Ho conosciuto Isabella qualche anno fa: era relatrice in un convegno sulla motivazione del personale. In quell’occasione ho deciso di coinvolgerla come docente per un corso dell’Associazione Italiana Bibliotecari sulla qualità delle relazioni. In seguito con lei si è sviluppato un intenso rapporto professionale.
Oltre che essere una professionista molto preparata nel suo campo, Isabella Venturi è anche una donna speciale: elegante e accurata in ogni sua espressione, rispettosa degli altri, ma non per questo meno assertiva e capace di far valere i risultati del suo sapere. Una donna da prendere come modello nella vita, se mai valga la pena ancora pensare di poter prendere a riferimento dei modelli.
Il lavoro che abbiamo fatto assieme ha preso le mosse dall’individuo per arrivare all’organizzazione. In ogni incontro con lei abbiamo acquisito strumenti per migliorare il nostro vivere professionale, sia a livello personale che collettivo.
Un bel lavoro di gruppo, utile a “fare buona manutenzione” della nostra squadra e vivere bene il tempo di lavoro: solo a queste condizioni la San Giorgio riesce ad ottenere risultati di produttività estremamente più alti della media.
L’opportunità di collaborare con Isabella è nata dall’esigenza di realizzare una formazione congiunta tra operatori che, nei servizi pubblici e del privato sociale di uno stesso territorio, si occupano di percorsi di integrazione lavorativa. Si trattava di favorire un confronto tra operatori con funzioni diverse – dal trattamento alla riabilitazione e al lavoro- afferenti a diverse aree di intervento (disabilità, salute mentale, tossicodipendenze)
Era necessario arrivare anche a costruire assieme qualcosa di concreto, in particolare arrivare alla definizione concordata tra le diverse aree di intervento pubbliche e private di strumenti per favorire la comunicazione e la collaborazione (schede di segnalazione, procedure…).
Penso che la qualità che più abbiamo apprezzato nella modalità formativa proposta da Isabella sia stata proprio quella di saper fare emergere le criticità, il non detto, i nodi di conflitto più o meno esplicito, riuscendo allo stesso tempo a “mettere assieme” le persone e ad accompagnarle nella progettazione di azioni e strumenti praticabili. Quello che abbiamo costruito con lei è oggi patrimonio consolidato e base per il dialogo tra servizi e l’innovazione delle pratiche.
Non siamo soggetti “facili” da formare, noi sindacalisti. Occorre conoscerci e comprenderci, proprio nel senso di comprendere come siamo fatti e quali problemi, quali risorse abbiamo. Pensando all’etimologia di comprendere, prendere insieme. Nelle numerose esperienze formative che ho fatto con Isabella, dalla fine degli anni ’90 fino a quella più recente non ancora conclusa sul benessere organizzativo della nostra Cgil provinciale, il senso delle nostre richieste è stato sempre perfettamente compreso da Isabella e il dialogo, intenso e costruttivo con lei, ha prodotto i suoi frutti. L’amore per il suo lavoro, Le dà quell’autorevolezza necessaria per chiedere a chi l’ascolta di mettersi in discussione. L’esperienza dell’ascolto, quello che predispone al cambiamento, individuale e collettivo, è forse il segno indelebile che Isabella ha lasciato in me, come donna e come sindacalista.
Ho conosciuto Isabella Venturi nell’ambito di un programma di formazione professionale organizzato dal Ministero della Giustizia nell’anno 2005-06 in Umbria .
Con la sua illuminata “regìa” abbiamo prima ideato e poi realizzato l’Osservatorio dei Dirigenti degli Uffici giudiziari dell’Umbria una realtà di autoformazione tuttora attiva e vivace che si realizza in 3- 4 incontri annuali sulle esperienze e sui problemi quotidiani “pratici” che affrontiamo nella realtà dei nostri posti di lavoro.
A mio parere l’Osservatorio ha dato buoni frutti ed ha contribuito al miglioramento della qualità dei nostri servizi (che ne hanno tanto bisogno!!!!).
Ci sei stata presentata in un momento importante del nostro percorso. Era un periodo molto laborioso e l’approccio con l’introduzione della certificazione di qualità, ci stava facendo a pezzi. Mi ricordo che i sabati mattina con te se da una parte alleggerivano la settimana, dall’altra creavano spazi nuovi di confronto e collaborazione. Più che miglioramenti, direi che con il tuo corso trovammo un nuovo modo di “appartenerci”, scoprendo e definendo sempre meglio il ruolo di ciascuno di noi: alcune proposte, quale quella del “bigliettone” con gli “8 punti per un clima sereno” ci ha aiutato molto a non dimenticare. Ti ricordo anche come relatrice al convegno per i 10 anni della nostra cooperativa: il tema dell’”equilibrio” da te trattato, quando dicevi che l’equilibrio non è la via di mezzo, ma è il saper scegliere ogni volta da che parte stare, e come starci… è stato un altro pezzo di formazione a vari livelli, che nessuno ha dimenticato. La tua conduzione, entrante e leggera in entrambi i casi da me ricordati, aveva saputo coniugare progetti individuali e collettivi e questo lo può fare solo chi come te, Isabella, ci chiede di ripensare la propria esperienza per farne un nuovo progetto.
Tre persone per me importanti, che hanno contribuito alla mia formazione e ispirato il mio lavoro.
Tre testi che sento vicini e in cui ritrovo aspetti fondanti del mio approccio teorico.
I film si prestano talvolta a rimandi teorici di grande interesse. Qui tre esempi emblematici.